Barraq è lo shop mobile dedicato ai venditori ambulanti

 

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Barraq è lo shop mobile dedicato ai venditori ambulanti che può essere ripiegato e facilmente trasportato su ruote. Ha una fonte di energia per illuminare il punto vendita, ricaricare il cellulare, radio, tablet, alimentare il POS mobile. Realizzato con materiali leggeri e resistenti. Barraq è un progetto ad alta sostenibilità sia ambientale che sociale, i materiali saranno al 90% riciclati e riciclabili e il costo di acquisto sarà di poche centinaia di euro

Barraq è stato pensato per poter rispondere a condizioni di lavoro diverse spesso complesse, con una esposizione a forti stress (meccanici, ambientali, da usura). Immaginandolo adatto  sia per le nostra città come anche per contesti densamente popolati, come le grandi megalopoli del sud del mondo, Barraq deve soddisfare requisiti di praticità. Il nostro prodotto sarà infatti apribile e non montabile.

Questo aspetto consente di avere tempi di montaggio più rapidi, ridurre la possibilità di deterioramento dei singoli componenti e costruire un oggetto il più coeso possibile, garantendo un’ottima staticità e durata. Nel complesso, il prodotto Barraq, nella sua versione base, lavora sul concetto di essenziale, riducendo elementi superflui che non solo appesantiscono la struttura ma ne comporterebbero un inevitabile aumento del prezzo di base. Offrire un prodotto competitivo, di qualità e bello, per poche centinaia di euro non è solo un obiettivo di mercato ma anche approccio e visione sull’accessibilità di strumenti che migliorino la qualità della vita.

Affrontiamo la sfida del cambiamento partendo da ciò che esiste, non riadattandolo in miniatura, ma ripensandolo interamente.

“In questi ultimi 10 anni ho avuto la fortuna e l’opportunità di viaggiare molto e di incontrare per lavoro e volontariato l’Africa sub-sahariana. Un patrimonio immenso per me che ho 35 anni. E’ lì che nasce l’idea di Barraq, dalla possibilità di osservare, senza giudicare, le condizioni degli uomini e delle donne che fanno della vendita ambulante, i cosiddetti street vendors, la principale attività lavorativa.

Profonde condizioni di disagio. Precarie condizioni igieniche. Estrema difficoltà a poter vendere di sera per l’assenza di luce. Difficile trasportabilità. Costo dei singoli pezzi o materiali per costruire il proprio punto vendita. Ho visto brande di ospedale adibite a bancone di vendita, tessuti messi per terra tra fango e smog, coperture fatte con sacchi di mais cuciti tra loro. Arte di arraggiarsi, nessun folklore.

Così raccontavo l’intuizione a Mara Lomonaco, 33 anni, operatrice sociale di lungo corso specie con i senza dimora e con persone sempre mobili e poche volte per scelta. Da Mara a Giusy Ottonelli, architetto di 36 anni: entrambe hanno avuto, come me, vite ed esperienze all’estero. Anche nella loro biografia c’è un pezzo d’Africa. Giusy all’estero ha testato non solo le sue competenze ma anche l’unica prospettiva per moltiplicare le forze: lavorare e progettare insieme, con storie e conoscenze molto diverse tra loro.

A geometrie variabili. Se poi questo avviene nello stesso posto, come succede a Impact Hub Bari di cui è co-fondatrice, il mix è esplosivo. A molta visione e intuizione si aggiungono poi la lettura logica e pulita di Francesco Zanfardino, 36 anni esperto in tecnologie per la qualità della vita e fondatore di SmartGo, la sua giovane start-up di bici, e la ratio di Silvio Pagliara, 46 anni, ingegnere biomedico, napoletano d’adozione ma di rivendicate origini pugliesi. Francesco e Silvio sono mobili come gli street vendors, su e giù tra la Campania e la Puglia.

Le descrizioni e i ragionamenti sui venditori ambulanti si infittiscono e trovano sempre un retroterra comune: i loro bisogni. Anche cambiando le latitudini e continenti. Anzi a certe latitudini subentrano altri concetti: visual merchadising, ecosostenibilità dei materiali.

Il target così si allarga. I venditori ambulanti sono in tutto il mondo. Lo sono in maniera stabile o temporanea. Che risposta abbiamo per i loro bisogni di trasporto, peso, praticità, energia? Così siamo arrivati a Barraq, il negozio ambulante trasportabile, montabile, sostenibile. E per essere davvero di tutti, a un costo base accessibile per tutte le latitudini. Perché alla fine è vero: bisogna pensare globalmente e agire localmente. E noi vogliamo agire partendo dalla Puglia. ”
Antonio Spera, ideatore di Barraq